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Come richiedere annullamento CMOR: guida completa

Negli ultimi anni sul nostro blog abbiamo affrontato più volte il tema del CMOR, il cosiddetto Corrispettivo di Morosità, spiegando come funziona e in quali casi viene applicato. Questa volta vogliamo concentrarci su un aspetto molto concreto e spesso urgente per molti consumatori: come richiedere l’annullamento del CMOR quando riteniamo che sia stato applicato in […]

25/08/2025
Giovanni Riccobono
6 min di lettura

Negli ultimi anni sul nostro blog abbiamo affrontato più volte il tema del CMOR, il cosiddetto Corrispettivo di Morosità, spiegando come funziona e in quali casi viene applicato. Questa volta vogliamo concentrarci su un aspetto molto concreto e spesso urgente per molti consumatori: come richiedere l’annullamento del CMOR quando riteniamo che sia stato applicato in maniera errata o ingiustificata.

La questione è più frequente di quanto si pensi. Infatti, il CMOR può comparire all’improvviso in bolletta, spesso senza che il cliente sappia esattamente di cosa si tratti, creando confusione e frustrazione. In realtà, si tratta di uno strumento legale e regolato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), pensato per tutelare i fornitori in caso di debiti lasciati insoluti dal cliente al momento del cambio di operatore.

Tuttavia, come vedremo, ci sono situazioni in cui l’addebito non è corretto e può essere contestato con una procedura ben precisa.

Che cos’è il CMOR e quando si applica

Il Corrispettivo di Morosità è un importo che può essere inserito nella bolletta di energia elettrica o gas emessa dal nuovo fornitore, per recuperare somme non pagate al fornitore precedente. In altre parole, è un meccanismo di garanzia che consente al vecchio operatore di ottenere quanto gli spetta, evitando che il passaggio a un nuovo contratto diventi un modo per sottrarsi al saldo delle fatture ancora aperte.

La normativa ARERA definisce in modo preciso i casi in cui può essere applicato. Il CMOR si riferisce a morosità relative ai consumi registrati negli ultimi cinque mesi precedenti al cambio fornitore. Più precisamente, riguarda debiti per consumi e oneri fatturati nei quattro mesi (anche non consecutivi) compresi nei dodici mesi antecedenti alla cessazione del contratto. L’importo deve rispettare due limiti: essere almeno di 10 euro e non superare un tetto massimo proporzionato ai consumi medi di due mesi dell’utente.

In bolletta, il CMOR viene segnalato chiaramente con una dicitura come “Corrispettivo CMOR” o simile, proprio per garantire trasparenza. Nonostante questo, molti consumatori lo notano solo quando l’addebito è già avvenuto, senza aver ricevuto un preavviso chiaro o comprensibile.

NOTA BENE: il pagamento del CMOR NON equivale a saldare il debito originario. Si tratta infatti di un indennizzo che viene trasferito al fornitore precedente, anche se questo passaggio può avvenire oltre i 18 mesi dall’addebito. Finché il debito iniziale non viene effettivamente pagato, il vecchio fornitore può comunque avviare o proseguire le azioni di recupero del credito.

Perché il CMOR può essere annullato

Non tutti gli addebiti di CMOR sono legittimi. Esistono casi in cui l’importo non dovrebbe essere richiesto, e quindi può essere annullato attraverso un reclamo formale.

Uno dei motivi più comuni è che il debito contestato sia già stato pagato: può capitare, ad esempio, che il vecchio fornitore riceva il saldo dopo aver già avviato la procedura per il CMOR, senza poi interromperla. Altre volte l’importo è stato calcolato in modo errato, magari inferiore alla soglia minima prevista o non conforme alle regole stabilite da ARERA.

Un altro caso frequente è la mancanza di una notifica valida di costituzione in mora. Prima di addebitare il CMOR, infatti, il fornitore deve aver inviato al cliente un avviso formale, concedendo un termine per il pagamento. Se questo passaggio non avviene correttamente, l’addebito può essere contestato.

Come avviare la richiesta di annullamento del CMOR

  • Il primo passo per richiedere l’annullamento del CMOR è presentare un reclamo scritto al fornitore che creditore, ovvero colui con cui si vanta il presunto debito. ATTENZIONE: INUTILE CHIEDERE AL FORNITORE ATTUALE DI STORNARE IL CMOR. Questo documento deve essere chiaro, formale e corredato da tutte le prove disponibili.
  • Nella lettera di reclamo bisogna indicare in modo preciso i motivi per cui si ritiene che il CMOR non sia dovuto. È importante essere il più possibile dettagliati e allegare documenti che supportino la richiesta, come ricevute di pagamento, copie delle bollette, eventuali comunicazioni precedenti con il fornitore o l’assenza della costituzione in mora.
  • L’invio può essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, fax o PEC. In ogni caso, è fondamentale conservare una copia del reclamo e della prova di invio, poiché rappresentano elementi essenziali in caso di contestazioni successive.

Documenti utili per il reclamo

Per rendere il reclamo più solido e aumentare le probabilità di ottenere l’annullamento del CMOR, è bene allegare:

  • Prova dell’avvenuto pagamento del debito o documentazione che dimostri che il credito del fornitore è stato soddisfatto.
  • Copia della bolletta con l’addebito del CMOR.
  • Documento di identità valido o delega firmata se si agisce per conto di un’altra persona.
  • Fatture di chiusura del contratto, eventuali notifiche di costituzione in mora ricevute o la prova della loro mancata ricezione.

Questi allegati, se completi e pertinenti, facilitano la valutazione della pratica da parte del fornitore e possono ridurre i tempi di gestione della richiesta.

Tempistiche e risposta del fornitore

Una volta ricevuto il reclamo, il fornitore ha 30 giorni di tempo per fornire una risposta scritta. Questo termine è stabilito dalla regolazione ARERA ed è valido per tutti i reclami relativi al settore energia.

Se il fornitore riconosce la fondatezza delle motivazioni presentate, procede all’annullamento del CMOR e, se necessario, al rimborso dell’importo già addebitato. In caso contrario, deve spiegare in maniera chiara e documentata i motivi del rifiuto.

Quando il fornitore non risponde entro il termine previsto, oppure invia una risposta negativa ritenuta ingiustificata, il cliente può passare alla fase successiva e rivolgersi agli organismi di tutela competenti.

Se il reclamo al fornitore non ha esito positivo, il passo successivo è contattare lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente di ARERA. Questo servizio è gratuito e dedicato ai clienti finali di energia elettrica e gas che hanno bisogno di assistenza per controversie e problemi con i fornitori.

Lo Sportello ha il compito di analizzare la documentazione fornita dal consumatore, verificare la correttezza delle procedure seguite dal fornitore e, se rileva irregolarità, intervenire per tutelare i diritti del cliente. Spesso, la sola apertura della pratica con lo Sportello è sufficiente per spingere il fornitore a riconsiderare la propria posizione e ad annullare l’addebito.

E se il problema non si risolve?

Nel caso in cui nemmeno l’intervento dello Sportello porti a un accordo, resta la possibilità di avviare una procedura di conciliazione obbligatoria, come previsto dalla normativa. Si tratta di un incontro tra cliente e fornitore, assistiti da un conciliatore neutrale, con lo scopo di trovare una soluzione bonaria ed evitare il ricorso al giudice.

Questa fase è gratuita se gestita tramite il Servizio Conciliazione ARERA, e può essere condotta anche in modalità telematica. Se la conciliazione non porta a un accordo, l’ultima strada è quella giudiziaria, che però richiede tempi e costi ben più impegnativi.

Consigli pratici per aumentare le possibilità di annullamento

Affrontare una contestazione di CMOR può sembrare complesso, ma seguendo alcune buone pratiche si possono migliorare le possibilità di successo.

  • Prima di tutto, è importante agire rapidamente: più si rimanda, più difficile diventa recuperare documenti e prove.
  • È altrettanto fondamentale mantenere un tono formale e professionale in tutte le comunicazioni, evitando espressioni generiche e fornendo sempre riferimenti precisi alle bollette, alle date e agli importi contestati.
  • Inoltre, conviene organizzare la documentazione in modo chiaro e ordinato, numerando gli allegati e indicando a quale passaggio del reclamo si riferiscono. Questo facilita il lavoro di chi deve valutare la richiesta e riduce i rischi di incomprensioni.

Il CMOR è uno strumento legittimo previsto dalla regolazione del settore energetico, ma non sempre viene applicato correttamente. Sapere come richiedere l’annullamento del CMOR è fondamentale per difendere i propri diritti e evitare di pagare importi non dovuti.

La procedura richiede precisione, tempestività e la capacità di fornire prove concrete. Partire con un reclamo ben strutturato e completo aumenta notevolmente le possibilità di ottenere un esito favorevole. E se il fornitore non collabora, gli strumenti messi a disposizione da ARERA – come lo Sportello per il consumatore e il Servizio Conciliazione – sono alleati preziosi e gratuiti per far valere le proprie ragioni.

Agire in modo informato è la chiave per evitare di subire addebiti ingiustificati e mantenere il pieno controllo delle proprie forniture di energia.

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