Salta al contenuto principale

Recupero crediti bollette: quando si può contestare e come far valere i propri diritti

Molte persone ricevono richieste di pagamento per bollette luce o gas risalenti a diversi anni prima. A volte si tratta di importi già prescritti, altre volte di errori nella fatturazione o di pratiche gestite da agenzie che tentano di proporre accordi rapidi pur di chiudere posizioni datate.Capire quando si può contestare una richiesta è utile […]

15/03/2024
Giovanni Riccobono
8 min di lettura

Molte persone ricevono richieste di pagamento per bollette luce o gas risalenti a diversi anni prima. A volte si tratta di importi già prescritti, altre volte di errori nella fatturazione o di pratiche gestite da agenzie che tentano di proporre accordi rapidi pur di chiudere posizioni datate. Capire quando si può contestare una richiesta è utile per evitare pagamenti non dovuti.

Blog image

Un cliente ci ha contattati per il recupero crediti bollette

Di recente, siamo stati contattati da un uomo sulla sessantina, che si è trovato ad affrontare richieste di recupero crediti relative a una maxi bolletta non saldata di 2500 euro, emessa da Eni Gas e Luce, per il periodo compreso tra il 2013 e il 2015. La società di recupero crediti coinvolta ha proposto un accordo di saldo e stralcio, offrendo di saldare la posizione per circa il 50% dell’importo totale, equivalente a circa 1000 euro.

Questo tipo di situazione è sempre più frequente e potrebbe essere attribuibile al fatto che le società di recupero crediti acquisiscono pacchetti di crediti in massa, cercando di ottimizzare il rendimento dell’investimento attraverso proposte di accordo vantaggiose per il debitore. Tuttavia, è importante sottolineare che l’offerta di saldo e stralcio può comportare la rinuncia a parte del debito originario e può avere implicazioni legali e finanziarie significative per il consumatore.

In questi casi, è consigliabile che il consumatore verifichi attentamente la validità e la prescrizione del debito.

Quando arriva un recupero crediti per bollette non pagate

Un sollecito può arrivare dopo mesi o anni rispetto all’emissione della fattura. Spesso la pratica viene affidata a un’agenzia esterna con l’obiettivo di recuperare denaro non riscosso.

Le situazioni più comuni:

  • vecchie bollette mai ricevute
  • pagamenti non registrati
  • fatture duplicate
  • conguagli riferiti a periodi molto lontani
  • richieste su importi prescritti

Per evitare errori, conviene chiedere una comunicazione scritta con:

  • dettaglio dell’importo
  • periodo di riferimento
  • nome del fornitore
  • motivazione del sollecito

Con quei dati puoi verificare la validità della richiesta.

Quando si può contestare una richiesta di recupero crediti

La contestazione è possibile in diversi casi. Ecco quelli più frequenti.

1. Prescrizione della bolletta

Le bollette luce e gas hanno una prescrizione di 2 anni per la maggior parte dei casi previsti dalla normativa ARERA. Per importi più vecchi, si può arrivare a un termine di 5 anni se si tratta di vecchie forniture o fatture emesse prima dell’entrata in vigore delle regole più recenti.

La prescrizione si calcola:

  • dalla data di scadenza della fattura
  • senza considerare telefonate o solleciti informali
  • salvo documenti tracciabili come PEC o raccomandate ricevute nel periodo

Se non ci sono stati atti interruttivi, la richiesta non ha più efficacia.

2. Importi non coerenti

Se l’importo richiesto non coincide con la documentazione in tuo possesso, puoi chiedere una verifica. A volte l’agenzia riporta cifre non allineate alle bollette originali.

3. Debito già saldato

Una ricevuta, uno screenshot o l’estratto conto bancario possono bastare per chiudere la pratica.

4. Agenzia senza mandato valido

Chi recupera il credito deve dimostrare di operare per conto del fornitore. In mancanza di tale dimostrazione, puoi sospendere il pagamento e chiedere chiarimenti.

Cosa si intende con prescrizione di una bolletta

La prescrizione è un concetto giuridico che si applica quando un creditore non agisce per un periodo di tempo determinato dalla legge per far valere i suoi diritti. In pratica, se il titolare di un credito non richiede il pagamento entro un certo periodo di tempo, questo diritto si estingue.

La prescrizione ordinaria ha un termine di 10 anni, ma per molti crediti la legge non specifica un periodo diverso, quindi si applica questo termine. Nei casi delle bollette di energia e gas, così come altre utenze come acqua e telefono, vi sono due regimi di prescrizione.

Per quanto riguarda le bollette di energia e gas, la prescrizione può variare tra 5 anni, per le fatture emesse entro una certa data, e di 2 anni. Quest’ultimo caso può avvenire in casi di rilevanti ritardi nella fatturazione o di mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo rilevante. Il cliente può eccepire questa prescrizione abbreviata e pagare solo gli ultimi 24 mesi fatturati.

Pagare una bolletta prescritta: sì o no?

È importante notare che una volta accertata la prescrizione, il consumatore deve contestarla per iscritto prima di procedere al pagamento. È fondamentale contestare la prescrizione prima di pagare l’importo richiesto, poiché una volta effettuato il pagamento, non sarà più possibile richiederne il rimborso.

Per garantire la correttezza del processo, il consumatore ha diritto di richiedere una copia della bolletta per verificare la prescrizione. Questo passaggio è cruciale per assicurare che non si effettuino pagamenti indebiti.

Dopo il trascorrere di un periodo di cinque anni dall’emissione della bolletta senza la ricezione di atti interruttivi da parte del cliente finale, come nel caso della persona che ci ha contattati, quali documenti certificati inviati tramite posta elettronica certificata (PEC), raccomandate con avviso di ricevimento, e simili, che abbiano il potere di sospendere il decorso del termine prescrizionale, è lecito per il cliente contestare la validità della richiesta di pagamento relativa alla suddetta bolletta.

È possibile contestare la prescrizione di una bolletta? Il nostro intervento

Quando ci si trova di fronte alla richiesta di pagamento di una bolletta che risulta essere caduta in prescrizione, è cruciale inizialmente verificare con precisione se tale prescrizione è effettivamente avvenuta. Se il sollecito di pagamento è pervenuto al cliente dopo il decorso del termine di prescrizione, si tratta di un’azione ingiusta e non è obbligatorio procedere con il pagamento dell’importo richiesto. Diversamente, il cliente è tenuto a effettuare il pagamento, con la possibilità di richiedere una rateizzazione qualora l’importo sia significativo.

Nel caso in cui si riscontri una situazione di prescrizione, è essenziale contestare tempestivamente la richiesta di pagamento, possibilmente attraverso una comunicazione formale inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento, fax o posta elettronica certificata (PEC). Tale comunicazione deve includere i dettagli dell’intestatario e dell’utenza, i motivi del reclamo, nonché la copia del documento d’identità dell’intestatario e qualsiasi prova del pagamento precedentemente effettuato, se applicabile.

Per quanto riguarda la conservazione delle bollette, è consigliabile conservarle per un periodo di almeno due anni, in linea con il termine di prescrizione previsto dalla legge. Dopo questo periodo, il fornitore o chiunque agisca per suo conto non può richiedere il pagamento della bolletta.

Le bollette di conguaglio, che riguardano periodi precedenti a quello di fatturazione della bolletta attuale, non devono essere pagate se sono scadute da più di due anni. È fondamentale conoscere i propri diritti in materia e sapere che, in caso di importi elevati, è possibile richiedere una rateizzazione al fornitore. 

Modello di contestazione

Oggetto: Eccezione di prescrizione e richiesta sospensione attività

“Con riferimento alla vostra comunicazione, richiedo copia della documentazione relativa al presunto debito, compreso il mandato conferito dal fornitore. Dichiaro di eccepire la prescrizione prevista dalla normativa vigente, in assenza di atti interruttivi ricevuti nel periodo previsto. Fino alla verifica, sospendo qualsiasi pagamento.”

Reclami Gas e Luce: il nostro intervento contro il recupero crediti bollette

Dopo aver ricevuto la richiesta del cliente di contestare il recupero crediti bollette, abbiamo prontamente agito richiedendo accesso agli atti alla società di recupero del credito, al fine di ottenere evidenza di eventuali atti che potessero interrompere la prescrizione. Attraverso la nostra diffida, formulata tramite i nostri legali convenzionati, la società ha risposto ritirando la richiesta di pagamento e archiviando la posizione del cliente.

Prima del nostro intervento, il cliente si trovava nella prospettiva di dover sborsare poco più di 2500€. Grazie alla nostra azione tempestiva e competente, il cliente ha evitato questa spesa aggiuntiva.

Se ti trovi in difficoltà con le bollette e necessiti di assistenza, contattaci senza esitazione. Siamo qui per aiutarti a difendere i tuoi diritti e ottenere il miglior risultato possibile. Da sempre al fianco dei consumatori, il nostro gruppo di professionisti di Reclami Gas e Luce, composto da tecnici del settore energetico ed esperti legali, è pronto ad offrirti il supporto di cui hai bisogno. Non lasciare che le tue preoccupazioni diventino un peso: contattaci oggi stesso e troveremo la migliore soluzione per te.

FAQ AGENZIE RECUPERO CREDITI

1. Un’agenzia di recupero crediti può applicare costi aggiuntivi sulle bollette?

No. Per le bollette non pagate non possono aggiungere spese autonome. Gli unici importi previsti riguardano quelli inseriti dal fornitore nella fattura originaria. Se compare una cifra extra inserita dall’agenzia, puoi chiedere una verifica.

2. È possibile chiedere al fornitore una sospensione della pratica in attesa di controlli?

Sì. Puoi richiedere una verifica interna al servizio clienti e domandare che la pratica venga congelata finché non ricevi documenti ufficiali. La richiesta va inoltrata tramite PEC o area riservata.

3. Il recupero crediti può segnalare il consumatore alle banche dati?

Solo dopo un procedimento formale avviato dal fornitore e non sulla base di un semplice sollecito. Una richiesta tardiva su bollette vecchie non porta a segnalazioni automatiche.

4. È possibile contestare una richiesta se la fornitura risultava già cessata?

Sì. Se il contratto era chiuso, va verificata la data di cessazione. In molti casi le morosità riguardano periodi successivi alla chiusura e possono essere respinte.

5. Un sollecito ricevuto via SMS ha valore legale?

No. SMS, telefonate o messaggi generici non hanno efficacia interruttiva ai fini della prescrizione. Per bloccare il decorso servono documenti tracciabili.

6. Se l’importo richiesto riguarda stime errate, si può chiedere un ricalcolo?

Sì. Le fatture basate su consumi stimati molto distanti dai consumi reali possono essere riviste. Puoi richiedere la ricostruzione dei consumi tramite letture storiche.

7. È possibile ottenere una rateizzazione mentre si contesta la pratica?

Sì. Puoi chiedere la rateizzazione senza rinunciare alla contestazione. In molti casi il fornitore concede un piano di pagamento provvisorio finché la verifica non termina.

COMPILA IL FORM

Nome e Cognome Numero di telefono Email Messaggio Acconsento privacy Invia

Condividi questo articolo

Aiuta altri a scoprire questo contenuto

Articoli Correlati

Scopri altri articoli che potrebbero interessarti

Hai un problema con il tuo fornitore?

Non aspettare! Invia subito il tuo reclamo e risolvi i tuoi problemi. Il nostro servizio costa quanto una raccomandata, ma funziona 4 volte di più!

Nessun costo nascosto
+4.000 casi risolti
Esperti tecnico-legali