Diritto di ripensamento: come un salvagente in pieno oceano, ma attenzione

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Diritto di ripensamento: come un salvagente in pieno oceano, ma attenzione

Il diritto di ripensamento è un’ancora di salvezza per i contratti sottoscritti con leggerenza. Durante i 14 giorni si ha il potere di cambiare idea senza rischiare le eventuali ripercussioni, anche finanziarie, di una scelta incauta. Ma attenzione: per farlo valere correttamente, è cruciale seguire le giuste procedure.

Immagina di essere in mezzo all’oceano: hai appena sottoscritto un contratto di fornitura di gas e luce senza aver analizzato a fondo le clausole. Ecco dove entra in gioco il diritto di ripensamento. È il tuo salvagente, consentendoti di annullare il contratto senza nessuna giustificazione e ripercussione, tuttavia occorre almeno un minimo sforzo in fase di sottoscrizione, per evitare di rendere nullo questo strumento.

Cos'è il diritto di ripensamento?

Innanzittutto è opportuno sapere che a seguito della sottoscrizione di un contratto fuori dai locali commerciali, si hanno diritto a 14 giorni di tempo, decorrenti dalla sottoscrizione o accettazione del contratto (variabile specificata nel contratto firmato), per poter annullare un contratto senza che esso entri in vigore, eliminando ogni rischio individuato dall’attivazione di quel contratto.

Tale termine si estende a 30 giorni per tutti quei contratti sottoscritti tramite visite a domicilio per le quali non è stato concordato un appuntamento.

Fuori dai locali commerciali si intende tutte quelle modalità di sottoscrizione che non sono svolte nei locali fisici del fornitore, i più comuni sono telemarketing e porta a porta.

Questo diritto è riconosciuto dal codice del consumo e si applica solamente a quei clienti che rientrano in tale codice: in pratica non si applica alle partite iva.

Come esercitare il diritto di ripensamento?

Per esercitare il diritto di ripensamento, è necessario inviare una comunicazione scritta al fornitore con cui si è sottoscritto il contratto, entro il termine di 14 giorni.

In linea di massima i 14 giorni decorrono dalla sottoscrizione del contratto, in altri casi (specificati nel contratto), dal momento dell’accettazione della proposta di contratto.

I fornitori hanno l’obbligo di rilasciare il modulo di ripensamento allegato al plico contrattuale, sia che il contratto venga sottoscritto fisicamente, sia se tramite telefono, in quest’ultimo caso dovrà essere spedito il plico contrattuale, anche tramite email.

La comunicazione di volersi avvalere del diritto di ripensamento deve essere inviata ai canali indicati nel modulo stesso e in ogni caso è consigliabile inviarla con mezzi tracciabili come raccomandata con ricevuto di ritorno o pec, l’importante è che ci sia una conferma dell’avvenuta ricezione da parte del fornitore, in modo da poter dimostrare il corretto invio.

Nella comunicazione di recesso, è consigliabile includere tutti i dettagli del contratto, quindi:

  • nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario del contratto;
  • codice pod/pdr e indirizzo di fornitura;
  • numero del contratto e data di sottoscrizione;
  • data, luogo e firma e allegare il proprio documento di riconoscimento.

Esecuzione anticipata del contratto

Fai attenzione: quando sottoscrivi un contratto il venditore di turno “potrebbe chiederti” (alle volte flaggano la casella senza chiederti nulla) di anticipare la lavorazione del contratto (detta esecuzione anticipata del contratto). In questo caso si riducono i tempi per il cambio fornitore, complicando un po le cose per il diritto di ripensamento.

Difatti nel caso di richiesta di esecuzione anticipata del contratto, prima che sia decorso il termine per il diritto di ripensamento, potrai comunque esercitarlo nei termini previsti, tuttavia sarai tenuto a pagare per i consumi effettuati, qualora la fornitura sia andata già in attivazione.

E’ bene specificare che la richiesta di esecuzione del contratto non comporta l’immediata attivazione del nuovo contratto, ma ne anticipa solamente i tempi di laovorazione, portando ad un cambio fornitore in meno tempo rispetto alle normali tempistiche previste.

Cosa fare se il diritto di ripensamento non viene rispettato?

Se nonostante l’invio (e ricezione) del diritto di ripensamento il contratto va in attivazione, è importante agire prontamente. 

Copia dell’invio alla mano occorre contattare il fornitore specificando il problema e chiedendo la cessazione immediata del contratto senza alcuna addebito o spesa aggiuntiva. In alcuni casi, potrà essere necessario avviare una conciliazione per ottenere quanto richiesto.

Consultazione e assistenza specialistica

Il diritto di ripensamento è un potente strumento a disposizione dei consumatori per proteggersi da tentativi di vendita scorrette o valutazioni errate

Se non viene rispettato, è essenziale agire tempestivamente e ottenere supporto specializzato per risolvere la situazione.

Se si incontrano difficoltà nell’esercitare il diritto di ripensamento o nel risolvere controversie con i fornitori di energia, potrebbe essere opportuno valutare di ricevere assistenza da esperti nel settore. 

Noi di Reclami Gas e Luce offriamo consulenze specializzate per affrontare reclami relativi al mondo delle utility energetiche, fornendo supporto per far valere i diritti e risolvere le dispute in modo efficace.

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Tags :
contratti,diritto di ripensamento,energia,esecuzione anticipata,gas

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